I sensi fetali: 12, non 5! Una nuova proposta

David B. Chamberlain, Ph.D

Traduzione Di Lisetta Rafanelli

La riflessione di David Chamberlain sull’evoluzione delle conoscenze in merito alla sensorialità fetale è molto interessante. Egli afferma che durante la maggior parte del XX secolo gli scienziati avevano messo in dubbio la presenza del funzionamento dei sensi durante la vita fetale.

Il tatto era considerato un “riflesso”, l’udito era ritenuto gravemente “inumidito” (se non “annegato”) nell’ambiente liquido del grembo materno; la vista era considerata primitiva nella migliore delle ipotesi, prima bloccata dalle palpebre chiuse, e poi distorta dentro l’acqua, e l’olfatto era stato giudicato “impossibile” in assenza di aria.

Commenta che entro la fine del secolo, tuttavia, gli esperti hanno raggiunto un unanime consenso sul fatto che potrebbero essere presenti in utero tatto, udito e gusto, ma che, ciononostante, considerando l’immaturità del cervello in utero, lo scetticismo è rimasto su come, alle informazioni sensoriali, potrebbe essere dato un significato concreto.

Ricorda che nel 1988 si trovava nella piccola minoranza di scienziati che ha trovato le prove per i cinque sensi significativi per la nascita e commenta che, sebbene l’idea dei 5 sensi umani risalga al Rinascimento, si pensi oggi che questo numero sia una dubbia semplificazione.

Il numero corretto, alcuni suggeriscono, è compreso tra 5 e 17 (ad esempio, Rivlin & Gravelle, 1984, Deciphering the Senses: The Expanding World of Human Perception).

Incoraggiato da questa valutazione, riesaminando le prove sperimentali e cliniche (comprese le esperienze riportate dai suoi clienti) propone che ci sono almeno dodici sensi, che già operano in utero.

In breve, questa è la lista di dodici, riportata ed estratta da “Communicating with the Mind of a Prenate” in JOPPPAH 18(2), 99-100, 2003.

(1) Il tatto (compresi sia il ricevere il tocco che toccare) è il primo senso a svilupparsi.

(2) La rilevazione termica del caldo e del freddo è reale, ma di solito trascurata.

(3) Il rilevamento del dolore (oggi chiamato nocicezione) implica frantumazione e danno ai nervi. La realtà di questa esperienza è stata tragicamente trascurata nella creazione di protocolli di ostetricia e neonatologia.

(4) L’udito comincia già a 14 settimane dopo il concepimento, poi migliora costantemente con l’arrivo delle risorse cocleari e la crescita integrale dell’orecchio esterno.

(5) L’equilibrio e l’orientamento nello spazio si sviluppa dalla settimana 7 a 12.

(6) I recettori dell’olfatto operano in stretta collaborazione con i recettori del

(7) Gusto in quanto entrambi sono bagnate dal liquido amniotico che passa attraverso l’area nasale.

(8) L’esplorazione con la bocca è utilizzata per analizzare la consistenza, durezza, e i contorni degli oggetti; in questo senso non ha il significato di mangiare o di  nutrizione.

(9) Succhiare e Leccare nel grembo materno sono sensi di piacere bocca – correlato. La suzione delle dita delle mani e dei piedi non è nutritiva. La suzione del pollice nel maschio, come già visto alla 13° settimana, è spesso associata con erezioni, suggerendo sensazioni sessuali. L’Ecografia rivela che i bambini in utero leccano la placenta e che due gemelli si leccano, a suggerire il piacere di contatto fisico.

(10) La vista in utero è paradossale, perché limitata dalla fusione delle palpebre per circa sei mesi, tuttavia sembra essere funzionale in grado di colpire obiettivi come aghi durante l’amniocentesi a 14 a 16 settimane di età. Una qualche forma di visibilità sembra facilitare i gemelli nel boxare, calciare, baciare, e giocare insieme nel grembo materno.

(11) Anche se i bambini in utero non sono mai stati riconosciuti per i loro sensi psichici, essi fanno dimostrare almeno la chiaroveggenza e il rilevamento telepatico e di sintonia con i genitori, se sono vicini o lontani, sanno se sono voluti o no, e discernono la disposizione emotiva, e il carattere di chi li circonda.

(12) Infine, i bambini in utero dimostrano anche un rilevamento trascendente come riportano in esperienze fuori – dal – corpo e in esperienze di pre-morte. Quando sono fuori – dal – corpo, per esempio, i sensi non dovrebbero funzionare sia per i bambini che per gli adulti, ma lo fanno. Negli stati trascendenti, i sensi, anche se immaturi, funzionano bene e gli eventi vengono memorizzati nella memoria – come può essere dimostrato anni più tardi.

Chamberlain conclude che, contrariamente alla credenza popolare e scientifica, i bambini vivono nel grembo materno con un ricco spettro di sensi.

*Tratto da “Communicating with the Mind of a Prenate” in JOPPPAH 18(2), 99-100, 2003

 

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