L’arte di comunicare

IMG_2149Uno strumento importante nella borsa dell’ostetrica
Di Stephanie Bianco, ostetrica

La continuità dell’assistenza é un punto cardine di molteplici progetti assistenziali in Italia e all’estero. In questi progetti, l’ostetrica diventa la principale figura di riferimento perché capace di comprendere una situazione contestualizzandola e di fornire mezzi e strumenti alle coppie per risolvere problemi.
Non di rado infatti svolge funzione di mediators tra le diverse figure professionali e la donna stessa. Per questo motivo l’ostetrica deve possedere, accrescere, migliorare quelle che sono le sue competenze comunicative, dove per competenze intendiamo la conoscenza delle regole di un codice linguistico che si unisce alla capacità di usare tale linguaggio in maniera appropriata, in determinati contesti sociali e in stretta relazione ad altri codici comunicativi non verbali.
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Il dopo comincia prima

anastasiaOvvero la fisiologia della continuità
di Lisetta Rafanelli Ostetrica

Sarà mai troppo presto per considerare il prima?
E quand’é il prima di un bambino?

Sarebbe interessante sapere se quel bambino é mai stato “prima”, ma questo ci porterebbe lontano, nelle idee e nel tempo, e non é questo il luogo.

Fermiamoci qui, con questo bambino, possiamo chiamarlo Alessandro e, riferendoci al prima, possiamo soffermarci sui suoi genitori, il padre, la madre e sul loro desiderio, sulla loro aspettativa d‘Alessandro.

Relier chiama questo periodo: stadio della creazione, desiderio del figlio che appare come la materializzazione di una risonanza armoniosa, fra i pensieri complementari del principio maschile e femminile. Possiamo anche chiamarlo pre-concepimento, dove un bambino è ed ancora non é, dove non ci sono limiti, non c’è tempo, giacché é prima del tempo.
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Che il sangue sia con te

nuova copertinadi Paola Maria Lussoglio – Ostetrica

Il tempo in cui il cielo si oscura sembra che giunga senza avvertimenti: è un tempo sfumato, cosi sfumato che spesso te ne accorgi perché e buio tutt’intorno.
Ma se sei una che ha imparato ad ascoltare, allora i segni ti parlano con chiarezza del buio a venire.
Arrivo a casa stanca e infreddolita anche se fuori è una bella giornata, fuori non fa freddo ma dentro di me sento il gelo impossessarsi piano piano di tutto il mio essere.
E’ un freddo cui non trovo mai rimedio perché viene dal profondo, è un freddo che sa di morte e di solitudine, ma anche del bianco candido della neve e del ghiaccio, sa del silenzio degli estremi del mondo.
Ritiro l’auto in garage e ci impiego un tempo interminabile: gesti che fino al giorno prima erano sicuri e precisi, ora vacillano consumando le mie energie residue…
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